[...] Una esposizione davvero degna del miglior artista-che da irriducibili "figurativi riconosciamo -nella complessità dei numerosi bellissimi smalti, dove il colore - come sempre - fa da comprimario all'idea degli accostamenti e dei contrasti su di un fondo all'origine monocromatico, per essere poi percorso freneticamente da una miriade di tracce di intricati sapienti ghirigori, che sembrano ubbidire unicamente alle leggi della spontaneità e della fantasia inconscia; ma da quel groviglio senza un nesso logico e apparentemente senza significato, ecco affiorare echi ed immagini di memoria:
frammenti di una realtà difficile e multiforme, quasi che il quadro conservasse un mondo disintegrato o profondi turbamenti di segrete esistenze, che scopriamo essere la ragione poetica dell'artista. Nebulose, graffiti, vegetazioni, onde, siepe, aurore, mare e naufraghi, isole e coriandoli: labirinti dell'inconscio, nati con la tecnica del "dripping", ossia della sgocciolatura di colore sulla tela stesa orizzontalmente.
Da questo valore assoluto di "pittura d'azione" (alla maniera di un Pollok), nell'apparente libertà caotica in cui colori e linee si dispongono sovrapposti, miscelandosi - a volte - fra loro in effetti mirabili ed evanescenti (certamente voluti od occasionali), si adombrano sensazioni di ricordi, fra distese di giallo-grano, violacei-vitigni, azzurri di cieli, verdi di siepi, nell'astratto di una natura che vive e palpita, giacché sensibili affiorano delicate ricchissime 'memorie' di inquietanti suggestive simbologie.
Manlio Chieppa
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