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Non è mai semplice, per un pittore, parlare dei suoi quadri. Si vorrebbe che fossero i quadri a suggerire a chi li guarda (e questo spesso accade) le emozioni, i pensieri, i travagli che stanno alla base della realizzazione di un’opera.
Dipingo da trent’anni, e nel corso della mia attività ho sempre ricercato, attraverso l’osservazione della natura che mi circonda (qualcuno ha detto, in passato, che la natura è la più grande maestra di vita sia in ambito figurativo che informale o astratto), di proporre a chi avrebbe poi guardato le mie opere, le sensazioni, i colori, le atmosfere sempre diverse col mutare delle stagioni.
Si sono sviluppati così i miei cicli (collegamento) Nuvole barocche – Tele tagliate – Finestre – Le radici dell’Arte – Le porte del Tempo – Tracce – Trasparenze – che abbracciano un arco di tempo che, a partire dagli inizi degli anni settanta si conclude alla fine del millenovecentonovantotto. (Alla mia opera si sono interessati critici e storici dell’Arte quali M. Campione, T. Carpentieri, D. Cotenna, E. Dalla Noce, S. Fizzarotti Selvaggi, M. Venturosi ed a più riprese lo scrittore Raffaele Nigro).
Nacque in quello scorcio di anno il ciclo che ho chiamato - IPERPOP – che scaturisce dall’esigenza di dimostrare, forse a me stesso più che agli altri, che l’inguaribile malattia dalla quale sono preso che si chiama PITTURA non sia ne morta ne superata.
Ho elaborato un mio personale sistema di grafia colorata nel quale non è previsto l’uso del pennello, se non nella preparazione dei fondi, che mi consente di dar vita, attraverso l’uso degli smalti, a fantasmagorie colorate che prendono le mosse da pretesti di ricordi, da tracce sedimentate nei miei cassetti di memoria, da frammenti di territorio e da tutto quanto fa parte del mio vissuto.
Apparentemente, la mia pittura potrebbe apparire una derivazione dell'Action Painting,il cui capostipite è stato jackson Pollock, ma così non é.
Nella pittura del grande Maestro americano è essenziale il ricorso alla mancanza di controllo della razionalità nell'otteniniento del risultato finale dell'opera. Tutto si svolge e si ottiene quasi indipendentemente dalla volontà e dall'idea che origina l'opera.
Nei miei lavori. invece, c'è un percorso al contrario che parte da una idea ed identità precisa dell'opera che si sviluppa tecnicamente controllata.
Si rincorrono così alcuni temi cardine della mia pittura che, proposti in maniera innovativa, ranno da filo conduttore alla mia opera.
Si affacciano allo spettatore:
Percorsi stellari - Siepi più o meno in fiore - Vegetazioni – Paesaggi - Forme - Riflessi sull'acqua - Campi di grano - Icone -Graffiti - conditi dalla magia del colore della terra di Puglia.
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